| LA QUALITA' DELLA CARNE | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Quali sono le caratteristiche importanti della carne che compriamo? Che sia buona, innanzitutto. Questo è certo. Ci sono però tanti particolari da conoscere che danno molte informazioni sulla qualità dei nostri acquisti. E' anche necessario fare chiarezza su alcune convinzioni sbagliate che ci possono portare a rifiutare un tipo di carne magari buonissimo. ![]() Il colore, prima di tutto. La carne di bovino fa parte del gruppo
delle carni rosse. Il colore è dato da un pigmento contenuto nel muscolo
che si chiama mioglobina, la cui funzione è immagazzinare l'ossigeno
trasportato dal sangue con un altro pigmento simile contenuto nei gobuli
rossi: l'emoglobina. Se la carne resta esposta a lungo all'aria tende a prendere delle sfumature scure, soprattutto lungo i bordi, su tagli molto esposti come il magatello o su tagli composti da fibre muscolari cosiddette "bianche" e "rosse" che resistono in modo differente all'ossidazione. Questa alterazione è provocata da un'azione dell'ossigeno dell'aria sulla mioglobina della carne. Viene alterato leggermente il colore dando l'impressione di una perdita di freschezza, ma la salubrità resta intatta. Il grasso . E' un normale costituente della carne, come già si è avuto modo di dire e deve essere bianco e compatto. Se tende ad essere giallognolo non è indice di animale malato, ma di alimentazione particolarmente ricca di mais e di fieni, i cui pigmenti passano nella carne senza incidere sulla qualità e sul sapore. UNA CARNE BUONA E SANA DEVE SEMPRE ESSERE LEGGERMENTE GRASSA: E' UN SEGNO DI ANIMALI BEN ALIMENTATI E IN SALUTE. Non tutti sanno, infatti, che il sapore della carne è dato in gran parte dal suo grasso, che contribuisce tra l'altro a mantenere la tenerezza sciogliendosi nel liquido di cottura e lasciando all'interno della carne la giusta quantità d'acqua. Il muscolo della carne troppo magra, infatti, non protetto dal grasso, va incontro durante la cottura ad un processo di contrazione delle fibre, per cui l'acqua di costituzione si spreme e si perde nel recipiente di cottura, lasciando una carne compatta, dura e insipida. In effetti più la carne è grassa e minore è la sua tendenza a perdere acqua. Quando si compra della carne sono sempre da privilegiare i tagli leggermente grassi; sono quelli più dolci e morbidi. E' poi sempre possibile allontanare il grasso in eccesso dalla nostra porzione servita in tavola, mantenendo alte le caratteristiche di sapore e di succulenza. Tenerezza, grasso, sapore e capacità di trattenere l'acqua sono dunque caratteristiche che vanno sempre a braccetto. Un'adeguata quantità di grasso è inoltre importante per permettere il miglior grado di maturazione delle carni nelle celle frigorifere impedendo una penetrazione del freddo troppo rapida. Se infatti il raffreddamento avviene in modo eccessivamente veloce, la muscolatura che costituisce la carne può indurirsi in modo irreversibile. E' un fenomeno conosciuto dagli studiosi come "contrattura da freddo". I tagli di carne sono in ogni caso molto differenti uno dall'altro
secondo la posizione anatomica: alcuni sono sempre piuttosto grassi,
altri sono sempre molto magri. Abbiamo già visto in precedenza come
si possa effettuare una classificazione generica di qualità dei vari
tagli. Nella tabella che segue i singoli tagli sono invece classificati
secondo il loro contenuto di grasso.
Istituto Nazionale della Nutrizione - 1997 riferiti a 100g di prodotto fresco. La tenerezza. Una caratteristica che tutti noi desideriamo nella carne acquistata è che sia tenera. La tenerezza o la durezza della carne dipendono da diversi fattori. L'età dell'animale macellato, prima di tutto. Gli animali più giovani, per esempio, sono di solito sempre più teneri rispetto agli animali vecchi: si sa che... gallina vecchia fa buon brodo! Con l'avanzare dell'età aumenta infatti la durezza del collagene nel
tessuto connettivo, che compromette la qualità di tutto il taglio, soprattutto
se destinato ad una cottura veloce, come le bistecche. Molta importanza riveste anche la durata del periodo di maturazione o frollatura. Durante questa fase, che prende avvio dal momento in cui termina la macellazione, avviene una serie fondamentale di fenomeni che porta la muscolatura ad assumere le vere caratteristiche della carne. Il primo passo è attivare un efficiente raffreddamento, contemporaneamente al quale si sviluppano dei naturali processi di acidificazione e di "proteolisi", con cui la carne raggiunge nell'arco di alcuni giorni i requisiti di sapore, tenerezza e conservabilità. La capacità di trattenere l'acqua. La carne ha normalmente un contenuto d'acqua molto alto, pari a circa il 65-70% del peso. Più giovani sono gli animali macellati e più alto è il contenuto d'acqua. C'è quindi più acqua nel vitello rispetto al vitellone, e in questo rispetto al toro. E' dunque normale che la carne perda acqua durante la cottura. Le proteine della carne, infatti, si denaturano con il calore della cottura e diminuisce così la loro capacità di trattenere l'acqua contenuta, che si libera quindi nella pentola o nell'aria come vapore. Tutto sta poi alle proprie doti di chef: la carne resta tenera se non
la si fa cuocere troppo a lungo; questo, naturalmente, in relazione
al tipo di cottura. E' un fatto noto che la "ciabatta" è sempre più
dura della carne al sangue, per quanto riguarda le bistecche. Quello che più conta... è il sapore! E' difficile definire con precisione il sapore della carne, dato che è un'esperienza molto soggettiva. Ogni persona ha la sua opinione e le sue preferenze sugli alimenti e pertanto è difficile generalizzare. Si può senz'altro dire, però, che il sapore è legato al giusto equilibrio nella composizione della carne di proteine, grassi e collagene. Molto dipende dal tipo di allevamento e dagli alimenti che vengono somministrati.
Vengono scelti con attenzione i singoli alimenti, sia di produzione aziendale che acquistati, e la proporzione con cui gli stessi entrano a far parte del "menu". Le analisi a cui vengono sottoposti i foraggi prodotti nell'azienda agricola garantiscono la precisione dei calcoli con cui il razionamento alimentare computerizzato viene effettuato.
Come dire: la carne più buona è quella ottenuta lavorando con passione! LA QUALITA' DELLA CARNE... A CASA PROPRIA Una volta acquistata la carne, è necessario rispettare le procedure
idonee di conservazione allo scopo di mantenere inalterate le caratteristiche
organolettiche e di salubrità. I sistemi di distribuzione commerciale sono forniti degli strumenti opportuni (celle termostatate, camion frigo...) e il punto debole è costituito proprio dal consumatore, che, poco informato o distratto, può compromettere l'elevata qualità iniziale del prodotto. La carne andrebbe sempre trasportata in borse di tipo "alluminato", soprattutto se si prospettano tempi di rientro prolungati e nelle stagioni calde, e poi introdotta subito nel frigorifero di casa. Se si prevede di consumare la carne allo stato fresco, sono possibili
tempi di conservazione pari a 6-7 giorni per i tagli interi, 3-4 giorni
per la carne in pezzi (bistecche e spezzatini) e un giorno per la carne
macinata e il carpaccio. Entro questi intervalli, la carne mantiene
le sue qualità senza peggiorarle. In ogni caso è opportuno posizionare
la carne nell'angolo più freddo e protetto del frigorifero, proteggendola
con pellicola o stagnola ed evitando il più possibile continue e prolungate
aperture dello sportello. Se si pensa invece di consumare la carne a distanza di lunghi periodi, allora è preferibile procedere al congelamento. E' possibile congelare con successo praticamente qualsiasi tipo di alimento, purché si tenga presente il presupposto principale per cui la carne scongelata non può più essere congelata un'altra volta. La carne scongelata e quindi ricongelata dà luogo durante il successivo
scongelamento a perdite di acqua molto consistenti. Questo fenomeno
si accompagna poi allo sviluppo di sapori sgradevoli legati alla lesione
degli organelli interni alle cellule per opera degli stessi cristalli
di ghiaccio. E' importante, inoltre, riflettere sempre sull'utilizzazione finale
della carne che vogliamo congelare.
- il peso - la data di congelamento - l'eventuale destinazione Ad esempio:
Non sappiamo infatti quando decideremo di cucinare il taglio congelato
e in quel momento potremmo non ricordare più di che cosa si tratta. Il congelamento, se sfruttato in modo intelligente, resta un efficace e salubre sistema di conservazione, mantiene intatte le caratteristiche iniziali della carne e permette una comodità di utilizzo risparmiando continui spostamenti per l'approvvigionamento. |
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