Diciamo subito cosa non mangiano, e cioè le farine di carne, permesse
in alcuni stati europei, ma vietate nei mangimi italiani già da diversi
anni.
Tanto per capire, le farine di carne sono prodotti ottenuti dagli scarti
di macellazione e possono avere diversi impieghi, tra i quali l'alimentazione
zootecnica. Da noi vengono utilizzate per produrre degli ottimi concimi
per il terreno.
I nostri animali, in generale, mangiano un miscuglio di foraggi e di
alimenti chiamati "concentrati". Si chiamano foraggi gli alimenti
fibrosi come il fieno, la paglia e il trinciato di mais.
Quest'ultimo, in particolare, è un prodotto che si ricava macinando
l'intera pianta del mais giunta a maturazione "cerosa" e cioè nel periodo
di settembre - ottobre. E' un alimento naturale e molto gradito ai bovini.
Vale la pena di spendere qualche parola sul trinciato di mais, perché
la sua preparazione è un esempio di tutto l'impegno che gli allevatori
del nostro progetto mettono nel loro lavoro e quindi il miglior presupposto
per la qualità della carne.
Una volta raccolto e trinciato in campo, il mais viene caricato in
speciali silos orizzontali, detti "a trincea". E' un'operazione interessante
e spettacolare, perché è importante lavorare con attenzione e finire
in fretta.
La massa del mais trinciato viene portata con i carri nel silo dove
viene prima ammucchiata e poi schiacciata sotto il peso dei trattori.
Quando questo lavoro è finito, si protegge tutto il silo dalle intemperie
coprendolo con un telone di plastica robusta e si posizionano dei pesi
(di solito pneumatici) per tenerlo ben aderente e schiacciato sopra
il mais. Nel giro di alcuni giorni, all'interno della massa del mais
trinciato si sviluppa un processo di acidificazione naturale, il quale
permette al granoturco di fermare i processi di alterazione e di conservarsi
per tempi anche molto lunghi. E' proprio come succede con i nostri...
sottaceti!
A questo punto il silo può essere "aperto": il telo cioè
viene rincalzato e con macchine apposite si toglie giorno per giorno
la quantità di trinciato che serve per l'alimentazione degli animali.
In pratica si "tagliano" dal silo delle fette larghe circa un metro
e alte tanto quanto è possibile.
Quando si è lavorato bene, il fronte del mais insilato si presenta
durissimo, facile da conservare perché l'aria vi penetra con fatica.
Si ottiene allora un prodotto perfettamente sano e dal profumo particolare,
molto nutriente e appetibile al bestiame.
Gli alimenti concentrati sono invece costituiti da granaglie
di cereali come gli stessi chicchi di mais o di orzo,
oppure dalla crusca o dalle barbabietole che restano dopo
l'estrazione dello zucchero per l'alimentazione umana. Vengono anche
usati prodotti proteici come la farina ottenuta dalla soia, dal
girasole o dalle arachidi.
Ci sono molti punti in comune tra l'alimentazione delle persone e quella
degli animali e questo è un fatto che non tutti conoscono.
La parola mangime non indica altro che una miscela preparata
dalle industrie specializzate utilizzando gli stessi alimenti concentrati
di cui abbiamo detto.
Nel mangime questi ingredienti sono mescolati però in proporzioni opportune
secondo particolari "ricette". Sono molto comodi per gli allevatori
perché sono già pronti e in molti casi sono integrati con le vitamine
e i sali minerali che servono agli animali.
Alcuni mangimi sono formati da alimenti fioccati e hanno tutto l'aspetto
dei Corn Flakes della nostra colazione. Dentro i mangimi, quindi, non
c'è niente di chimico. Ci sono solo i buoni prodotti della terra!
Per dare da mangiare agli animali si usa il "carro miscelatore",
che è come un grande tritatutto da cucina... in formato fattoria, con
cui i foraggi e i concentrati vengono prima sminuzzati e poi ben mescolati.
Con il carro attaccato al trattore si provvede allora a distribuire
la miscelata ottenuta nella mangiatoia.
Il sistema del carro miscelatore è molto comodo e funzionale perché
agli animali non manchi mai il cibo necessario calcolato secondo le
loro necessità.