| CUOCERE LA CARNE: TRUCCHI ANTICHI PER IL PRANZO DI OGGI |
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La carne di bovino si presta ad una grande varietà di possibili preparazioni. E' un alimento che sa sempre offrirti delle novità senza mai stancarti, purché si sia capaci di scoprire e mettere a frutto le sue doti che, con qualche semplice consiglio, sono alla portata di tutti.
Bollito e lesso La differenza, molto semplice, sta nella temperatura dell'acqua. Se si immerge a pieno bollore si parla di bollito e in tal caso si utilizza non acqua, ma brodo, già insaporito con erbe e ortaggi. La rapida cottura delle proteine di superficie consente ai succhi della carne di rimanere all'interno e di ottenere così una pietanza saporita. Naturalmente sarà mediocre il brodo. Se si desidera invece ottenere un brodo gustoso, si dovrà immergere la carne in acqua fredda, unitamente a patate, sedano, carote e quant'altro si desidera. Portando a bollore carne e ortaggi, nell'acqua si discioglieranno succhi e sostanze della carne stessa, che ne risulterà impoverita. Si parla allora di lesso, e la carne restante risulterà di sapore e digeribilità mediocre. Per questo tipo di cottura si impiegano di solito carni di animali anziani e pollame.
In entrambi i casi, il sale va aggiunto quando l'acqua è già in ebollizione. Bistecche. E' il modo più rapido di cuocere la carne, molto sfruttato, ma non banale. Secondo il taglio, l'animale di origine e il sistema di cottura, infatti, le bistecche assumono diversi nomi. Se ad esempio hanno l'osso si parla di nodini o costolette, se sono senz'osso di scaloppine e piccate (infarinate o aromatizzate con vino, erbe, pomodoro, limone, funghi...); tournedos se ricavate dal centro del filetto di vitellone, con forma rotonda e regolare, da cuocere alla griglia. Si chiamano chateâubriand quando, provenienti dalla stessa parte dei tournedos, si presentano in grosse fette alte quattro-cinque cm. Si ha poi la tagliata o Robespierre se le bistecche provengono dal controfiletto in tagli spessi da cuocere a fuoco vivo, in modo che arrostiscano all'esterno mantenendosi al sangue all'interno. Dalla lombata si ottengono le lombatine, da cui si ricava la famosa costata, grossa bistecca con l'osso, alta di spessore. Se la costata comprende anche il filetto si può parlare di fiorentina o di T-bone steak, o Porterhouse, all'americana. Se è senz'osso è l'entrecôte dei Francesi. In generale, le bistecche ottenute dal vitello vanno ben cotte, mentre quelle di vitellone vanno lasciate più o meno al sangue. Più è prolungata la cottura, infatti, e maggiormente la carne si asciuga e perde in morbidezza.
I tempi di cottura sono tipicamente rapidi, in relazione al proprio gusto (se cioè più o meno al sangue) e allo spessore del taglio. Arrosto. L'arrostimento è il sistema più antico di preparazione della carne cotta, unitamente alla bollitura. I metodi sono diversi, si può ottenere infatti in casseruola, ai ferri o alla griglia, allo spiedo, al forno, in padella (che è poi la cottura delle bistecche).
Per quanto riguarda la procedura, i grassi da condimento vanno messi all'inizio in casseruola in quantità tale da coprire il fondo; si aggiunge poi la carne facendola rosolare a fuoco vivo da tutte le parti, così da creare subito la crosta superficiale che impedisce la fuoriuscita dei succhi naturali. Si mette allora il coperchio e si abbassa il fuoco mantenendolo costante fino a cottura ultimata.
Le erbe aromatiche si aggiungono dopo che la carne è rosolata, ponendole sopra e mai sotto la carne per evitare che brucino. Anche il sale e il pepe vanno aggiunti non all'inizio, ma verso la fine della cottura.
ALLO SPIEDO. E' il sistema che permette di ottenere gli arrosti migliori e più saporiti. La carne va dapprima macerata in olio ed erbe, poi infilata sullo spiedo ed esposta inizialmente a fiamma viva. Si abbassa successivamente il fuoco e si unge continuamente con olio, erbe e quindi sale.
ALLA GRIGLIA O AI FERRI. Il sistema consiste nel cuocere porzioni di carne appiattite su di una fiamma molto bassa ricavata da carbonella o legno di piante aromatiche. Si presta per bistecche, fettine, nodini, costate e spiedini guarniti a piacere. IN PADELLA. La carne viene cotta rapidamente a fuoco vivo in padella, voltandola uno-due volte e aggiungendo sale e pepe solo alla fine. A proprio giudizio, è possibile far sciogliere i grassi di cottura all'inizio e aggiungere poi la carne, oppure si può cuocere la carne direttamente senza grassi in una padella antiaderente già calda, aggiungendo eventualmente in un secondo tempo dell'olio sulla superficie della carne prima di voltarla. In questo caso l'olio non brucia e la carne mantiene intatte tutte le sue proprietà. Frittura Il principio da rispettare è che la carne o le frattaglie devono preventivamente essere impanate o infarinate e poi immerse in olio bollente finché raggiungano il giusto grado di doratura e consistenza croccante. Si sgrassano poi le porzioni su carta assorbente. La carne ottenuta è gustosissima (e gran merito va dato ai cuochi che inventano le migliori pastelle per impanatura), ma poco adatta a fegati in disordine. In "umido": brasato, stufato, spezzatino Con questa tecnica la carne viene preparata con i più lunghi tempi di cottura. La carne per brasato, in pezzo unico, viene marinata a lungo (molte ore o anche alcuni giorni) con vino, aromi e spezie. Si procede poi a rosolatura a fuoco vivo in olio o burro aggiungendo poi ogni tipo di verdura, aromi e spezie, secondo il proprio gusto.
Si lascia cuocere il tutto per tempi molto lunghi (da un minimo di 2-3 ore a un massimo di 5-6) a fiamma molto bassa e con pentola sempre coperta, bagnando di tanto in tanto con il vino di marinatura, oppure con olio o anche birra. Per lo spezzatino si possono usare agevolmente porzioni di carne derivate da tagli a basso costo. La carne, ridotta a pezzetti, va messa in pentola e coperta con brodo addizionato di verdure varie, pomodoro, patate. Si porta quindi a cottura lenta con coperchio. I tempi di cottura sono variabili, ma di solito inferiori a quelli necessari per brasati e stufati. Cottura a vapore
Si tratta di un sistema poco usato, ma ideale per chi deve seguire una dieta del tutto priva di grassi. Il sistema consiste nell'esporre la carne all'azione di cottura del vapore d'acqua. Si può esporre la carne direttamente al vapore ponendola entro uno scolapasta, oppure, indirettamente, su un piatto appoggiato sulla pentola d'acqua in ebollizione. In fricassea La tecnica ricalca la preparazione dello spezzatino, nel senso che si preparano pezzetti di carne in casseruola, senza però verdure o patate, ma comunque con brodo e aromi. Dopo una fase iniziale di cottura, la carne va posta in una pirofila e bagnata con una salsa a base di uova, succo di limone e prezzemolo. La pirofila va passata in forno caldo per qualche minuto di cottura, facendo rapprendere le uova e rendendo la carne morbidissima. La carne cruda: macinata o al carpaccio Si utilizza di solito carne di manzo e si condisce con olio, limone, sale e pepe. Nel caso della macinata si può aggiungere dell'aglio, da togliere dopo aver mescolato la carne con i condimenti, mentre nel caso del carpaccio (ottenuto, ricordiamolo, con fettine di carne sottilissime) normalmente si guarnisce con scaglie di parmigiano, fettine di funghi freschi o tartufi.
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