ALLEVAMENTO ESTENSIVO E ALLEVAMENTO INTENSIVO

E' importante chiarire un problema di ecologia sulle tecniche di allevamento.
Si parla di allevamento estensivo quando gli animali sono liberi di muoversi e pascolare su una superficie di media o grande estensione, all'aria aperta e senza ricoveri contro le intemperie.
Al contrario, l'allevamento intensivo vede gli animali raccolti negli spazi delle stalle, in totale dipendenza dall'uomo per l'alimentazione e il riparo.

E' evidente che il sistema estensivo, con qualche semplice accortezza, è quello più economico, infatti i costi dell'alimentazione degli animali sono molto ridotti. In molti paesi europei tale tipo di allevamento è senz'altro possibile a motivo delle grandi superfici agricole disponibili, che permettono di sfruttare il territorio contemporaneamente per le coltivazioni e per il mantenimento del bestiame.
L'Italia, da questo punto di vista, è purtroppo un paese sfortunato: gran parte del territorio è infatti costituito da alture che poco si prestano alle coltivazioni e all'allevamento dei bovini.

Nelle zone di pianura, di conseguenza, la terra coltivabile costituisce un bene prezioso su cui esercitare risparmio, dovendo tra l'altro competere con la presenza dei grandi insediamenti urbani e delle attività industriali.

E' automatico, quindi, cercare di concentrare le attività sul minor spazio possibile. In tal modo si sono sviluppati gli allevamenti intensivi, stalle cioè dove molti capi convivono in spazi limitati.
E' questa la realtà diffusa in tutto il nord Italia a cui è legata la nostra grande tradizione agricola e l'universo dei valori dei nostri nonni.
Alcune persone accusano questi allevamenti di essere responsabili di sofferenze impartite agli animali, ma si tratta di opinioni espresse con scarsa cognizione di causa. E' importante, infatti, fare luce su alcuni particolari.

Prima di tutto bisogna dire che i bovini non sono animali selvatici, sono invece animali addomesticati dall'uomo ormai da migliaia di anni.

Hanno un'indole molto mansueta e sono abituati alla compagnia dei propri simili; sono poco inclini agli spostamenti e al contrario piuttosto sedentari. Si muovono unicamente per cercare altri individui del branco o per mangiare.
Nell'allevamento intensivo trovano immediatamente ciò che cercano: il gruppo e l'alimentazione. Se si muovono poco, non significa necessariamente che desiderino correre; unicamente viene accentuata una naturale tendenza alla pigrizia, ma questo non significa certo che gli animali soffrano.

Nell'allevamento intensivo, anzi, i bovini trovano rimedio alle intemperie più gravose del nostro clima e ad una serie di malattie legate all'ambiente aperto. Difficile dire, dunque, che l'allevamento intensivo nuoce alla salute e al benessere animale.

Gli allevatori, anzi, sono molto legati al proprio bestiame e hanno tutto l'interesse a che gli animali stiano bene: ne va della loro capacità di riprodursi e di produrre latte o carne.

Nell'allevamento intensivo, inoltre, è possibile tenere sott'occhio tutto il gruppo ed è quindi facile rendersi conto se qualche animale richiede l'intervento del veterinario.